IntasatoE’ il responso dato da alcune analisi effettuate da un istituto di ricerca: nel 2010 la rete Internet sarà intasata!

Lo studio, portato avanti dal Nemertes Research Group, un’istituto di ricerca americano, è stato effettuato sui trend di crescita del traffico che viaggia nella Rete in rapporto agli investimenti fatti sulle infrastrutture della stessa. Il risultato è allarmante!

Sembra, infatti, che la mole di dati che percorre la Rete stia crescendo molto più rapidamente rispetto alle tecnologie che si sviluppano per essa.

Le cause sono da ricercarsi nel boom di alcuni servizi per il Web: YouTube in primis, seguita a ruota da BitTorrent e tutti quei servizi che sfruttano il P2P per lo scambio dei dati. Cosa è successo quindi? Semplice: le comunità di utenti che sfruttano questi servizi si sono sempre più allargate, facendo confluire sulla Rete una quantità di dati sempre maggiore (ed il trend attuale fa presagire che questa mole di dati crescerà di molto negli anni a venire), senza che, in corrispondenza, vi sia stato alcun passo avanti dal punto di vista tecnologico e architetturale delle infrastrutture sulle quali la Rete funziona. Di questo passo, quindi, si giungerà presto al collasso e questo “presto” è stato stimato nell’anno 2010.

Lo studio evidenzia anche altri aspetti: la quantità di dati che ora si riversa su Internet è talmente grande, che le attuali unità di misura utilizzate non sono sufficienti a quantificarla. Questo significa che, a breve, sentiremo sempre più spesso parlare di quantità che fino ad oggi non sono mai esistite: ZettaByte (mille miliardi di GigaByte) e YottaByte (mille ZettaByte). Ricorda un po’ quello che è successo negli ultimi anni: ancora non eravamo abituati a misurare i nostri Hard Disk in centinaia di MegaByte, che già si annunciavano i GigaByte… oggi si misura tutto in centinaia di GigaByte e i TeraByte non sono ancora molto conosciuti.

Quello che ci si chiede ora è se questo intasamento può essere evitato o meno. Nemertes sostiene di sì, ma avverte: è necessario che le imprese coinvolte nello sviluppo delle reti, auspicando anche un aiuto dai governi, investano molto più di quanto non abbiano già previsto di fare per i prossimi anni. La cifra stimata si aggira attorno ai 130 miliardi di dollari di investimenti in nuove dorsali, banda larga e tutta la gamma di infrastrutture su cui si regge Internet.

Tirando le somme, non ci rimane che aspettare e sperare di vedere presto dei cambiamenti, se non vogliamo correre il rischio che Internet ci lasci definitivamente a piedi. Buona navigazione!

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