Chi non ha mai sentito parlare della famosissima Legge di Murphy?
Sono stati scritti libri, trattati, fumetti e tanto altro ancora su questa nota legge, che legge non è. In questo nuovo articolo, che ho voluto inserire nella categoria “Ispirazioni” del BradipoMissile, proverò a spiegare l’importanza di questa legge per tutti i programmatori.
Come avremo modo di vedere, questa legge può essere applicata a qualunque campo pratico (e non), senza alcuna esclusione.
Ma vediamo, nello specifico, di cosa stiamo parlando. La Legge di Murphy altro non è che un modo un po’ ironico di descrivere i fatti meno belli della vita. Essa non è, quindi, una vera legge, quanto piuttosto una “raccolta di detti popolari”, che, purtroppo, si vengono costantemente a verificare. La legge originaria può essere riassunta utilizzando il seguente assioma:
Se qualcosa può andare storto, andrà storto.
Da notare quanta drammaticità c’è in queste poche parole: questo significa che se c’è anche una piccolissima, remota possibilità che qualcosa vada per il verso sbagliato, o che accada qualcosa che non avevamo previsto (o peggio, non credevamo fosse possibile che accadesse), allora questo evento si manifesterà sicuramente.
Questa legge ha un fondamentale valore per qualunque programmatore: essa infatti mette in guardia dalle leggerezze nella scrittura del codice e nella previsione degli errori. Se un programmatore ha scritto un programma, tenendo conto di tutte le possibili casistiche, allora il programma andrà in errore per qualcosa che non era stato previsto. Il programmatore deve sempre tenere presente questa legge ed accompagnarla alla seguente affermazione, che potrebbe esserne un corollario:
Non esiste un programma a prova di stupido: gli stupidi hanno troppe risorse.
Un altro corollario della Legge di Murphy, da tenere sempre presente quando si programma, è il seguente, che cerca di rendere un po’ più drammatico ciò che la legge già di per se afferma:
Se qualcosa può andare storto, non solo andrà storto, ma lo farà nel momento peggiore e in modo da causare il maggior danno possibile.
Sebbene questo corollario sembri un po’ eccessivo, è stato accertato in molte occasioni (anche dal sottoscritto), che quanto da esso affermato è, purtroppo, vero.
Ma la Legge di Murpy non è esclusiva del mondo dell’informatica. Al contrario, essa trova applicazione in tutti i campi: dalla Meccanica all’Idraulica, dall’Ingegneria alla Medicina, eccetera. Spulciando nella rete ho scovato una pagina che riporta un elenco di applicazioni di questa legge: la pagina si intitola “La legge di Murphy” e fa parte della Home page dei Casonato di Novi Ligure.
Tra le tante applicazioni, non mancano, ovviamente, quelle più ingegnose; famoso è il “Paradosso del gatto imburrato“, che viene annunciato in questo modo:
Se è vero che una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato e che un gatto cade sempre in piedi, lasciando cadere un gatto con una fetta di pane sulla schiena nessuno dei due cadrà mai per primo e si avrà il moto perpetuo
e deriva da una delle applicazioni della Legge di Murphy al mondo domestico:
La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto
E per concludere, vi lascio con questa simpatica vignetta che illustra bene il concetto espresso dalla Legge di Murphy:

Buona navigazione.
Tags:assioma errore gatto imburrato legge Murphy paradosso storto
Una Risposta
Paolo
October 7th, 2008 at 00:01
1la legge di murphy è una piccola grande verità…
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